1951 Alluvione nel Polesine

1951 crisi di governo a luglio: dimissioni di De Gasperi cui Einaudi dà poi               l’incarico di formare il nuovo governo, il settimo dello statista trentino, un monocolore democristiano con soli tre ministeri non a democristiani, ma a uomini politici repubblicani.

La leadership di De Gasperi nella D.C. è messa in discussione dai cosiddetti “professorini”, ossia Dossetti, Fanfani, La Pira che chiedono un partito meno paternalista, l’accesso al potere dei lavoratori e un indirizzo politico progressista.

Riforma fiscale Vanoni nell’intento di far pagare equamente le tasse.

Condanna all’ergastolo del maggiore delle SS W. Reder, colpevole della strage di Marzabotto, e di H. Kappler, autore della strage delle Fosse Ardeatine.

Novembre alluvione disastrosa nel Polesine; non si è mai fatto un calcolo definitivo delle vittime, 140.000 metri quadrati di terra sommersi dall’acqua, perduti 750000 quintali di grano, distrutte 5674 case, distrutto un patrimonio calcolato in 250 miliardi di lire. Di 350.000 abitanti 160000 diventano profughi da un giorno all’altro e molti non torneranno più.