Costituzione della Repubblica Italiana

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”

La Costituzione non è un semplice libro, un pezzo di carta; deve essere qualcosa di vivente. La Costituzione è vivente.

                                       ( Alcide De Gasperi, agosto 1952)

 

IL POPOLO AVEVA RICONQUISTATO LA SPERANZA 

Dopo il ventennio fascista e l’esperienza drammatica della guerra il paese è segnato dalle ferite della guerra civile e dalla distruzione che lo attraversa tutto, dalla Sicilia alla Pianura Padana. L’Italia soffre per i suoi morti, per le divisioni politiche, soffre soprattutto la fame, la gran parte delle famiglie manca del necessario per vivere.  
Ma in questo panorama di sofferenza e distruzione, come nota Palmiro Togliatti che ben conosceva la condizione del meridione, emerge qualcosa di nuovo, lo slancio di entusiasmo del popolo. Il popolo italiano non è disperato, non è vinto dalla sconfitta della guerra, è quanto mai vivo, teso a diventare protagonista della ricostruzione.

 Una cosa – diceva Togliatti –  il popolo aveva riconquistato: aveva riconquistato  la speranza che l’Italia sarebbe stata di nuovo un paese nel quale fosse possibile e fosse degno di vivere.”

Il referendum del 2 giugno 1946 

I trattati di pace

L’ASSEMBLEA COSTITUENTE E LA NUOVA COSTITUZIONE.

L’Assemblea Costituente rappresenta uno dei momenti più significativi all’interno della nascita della Repubblica e della forma di democrazia che adotta per valorizzare il popolo italiano, la sua tradizione, la sua ricchezza, i valori e i diritti di cui è costituito.

Il mondo è già diviso in due blocchi, e anche i partiti italiani che hanno ripreso la loro attività con la fine del fascismo simpatizzano per l’uno o l’altro dei due blocchi, ma i lavori dell’Assemblea Costituente rappresentano un unicum in tutto il mondo, sono il segno di una capacità di dialogo che non ha a cuore l’affermazione della propria parte, ma ha a cuore la valorizzazione dei valori che ogni parte sostiene.

Per questo come afferma Aldo Moro “l’Assemblea Costituente ha rappresentato una magnifica stagione, un inizio interessante e promettente” di quello che sarebbe stata la democrazia italiana.

La Costituzione che viene redatta dall’Assemblea Costituente, approvata a maggioranza assoluta, con 458 voti favorevoli contro 62 contrari, entra in vigore il 1° gennaio 1948.

Come sostiene Giuseppe Dossetti, uno dei più autorevoli padri costituenti “la Costituzione è un Patto che non è stato un qualunque compromesso o un semplice effimero espediente, ma veramente un solido edificio in cui hanno confluito in sinergia costruttiva ( al di là dei contrasti politici anche molto aspri e talvolta persino cruenti) le tre grandi componenti ideali, cioè la tradizione liberale, quella cattolica e quella socialcomunista”.

La Costituzione Repubblicana ha saputo valorizzare i diritti di libertà che sia il mondo liberale sia quello cattolico portavano iscritti nella loro tradizione, la centralità del lavoro e l’importanza della giustizia sociale che veniva dal mondo socialcomunista, la sottolineatura tipica del mondo cattolico della persona e della famiglia come realtà naturali che lo Stato non crea né definisce ma riconosce.

Per questo la Costituzione Italiana è la Costituzione del popolo, perchè ha saputo tenere conto di tutti gli aspetti che costituivano il popolo italiano, armonizzandone le diversità, così che ogni identità potesse continuare a vivere con la sua originalità.

Incontrarsi, dividersi, tornare a incontrarsi: la storia del popolo italiano è la storia di un popolo che tra mille traversie non ha mai smarrito il significato dell’unità.

LA RICOSTRUZIONE 

Gli anni dal 1945 al 1947 sono anni di grande concordia e di collaborazione nelle fabbriche. Questo processo dà vita a un passaggio dall’economia di guerra all’economia di pace che ha dello straordinario. Si crea un accumulo di capacità personali, tecniche e produttive veramente imponente, un patrimonio prezioso per la ricostruzione italiana.

Questi anni sono di grande insegnamento per le generazioni future, segno che “esistono nel nostro Paese energie che attendono soltanto di trovare modo di esprimersi compiutamente […] che non servono generiche esortazioni a guardare al futuro ma piuttosto la tenace mobilitazione di tutte le risorse della società italiana […] che parlare di unità nazionale significa, allora, ridare al Paese un orizzonte di speranza…. che perché questa speranza non rimanga un’evocazione astratta, occorre ricostruire quei legami che tengono insieme la società”. Qui sta la forza della ricostruzione per cui si impegna tutto il popolo italiano, sul fatto di una unità che viene prima delle differenze politiche, culturali, religiose che ci sono e rimangono.

IL CENTRISMO 

Con le elezioni dell’aprile 1948 iniziano i governi di Alcide De Gasperi, è l’inizio dell’avventura del centrismo, dell’alleanza della DC con i piccoli partiti di centro che permetteva di governare, anche se con la forte opposizione di Socialisti e Comunisti, che alleandosi e formando il Fronte Popolare non erano però riusciti a vincere le elezioni di aprile.

De Gasperi dice esplicitamente che il vero bisogno del popolo italiano è quello della fraternità e dell’amore, i suoi governi che hanno come scopo la ricostruzione del paese hanno come motto “solidarietà nella fraternità”.

L’opposizione del PCI di Togliatti è aspra, ma nel rispetto della democrazia. Anche l’attentato che Togliatti subisce nel luglio del 1948 e che avrebbe potuto portare alla guerra civile trova nel leader comunista una grande testimonianza di democrazia. E’ lui dal letto d’ospedale a invitare i militanti del suo partito a non cedere alla tentazione di atti eversivi.

Durante i governi di De Gasperi in Italia irrompe il clima di Guerra Fredda, lo scontro più aspro riguarda l’adesione dell’Italia all’Alleanza Atlantica. Sia socialisti sia comunisti faranno di tutto per impedirlo, ma De Gasperi non arretra di un passo e porta l’Italia nella Nato. Un gesto di lungimiranza come poi l’ingresso dell’Italia nella Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio nel 1951. L’Unione Europea stava, come lui stesso ebbe a dichiarare, “in cima ai nostri pensieri e in testa ai nostri interessi”, segno della volontà dello statista italiano di aprire il paesi agli orizzonti dell’Europa e del mondo.

La Costituzione Italiana

Principi fondamentali

·         L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione

·         Riconoscimento dei diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo che come parte delle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità

·         Pari dignità sociale e uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge

·         Compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine sociale ed economico che impediscono il pieno sviluppo della persona e la sua partecipazione alla vita del paese

·         La Repubblica deve garantire a tutti il diritto al lavoro e promuovere le condizioni che lo rendono effettivo

·         La Repubblica è una e indivisibile/ riconosce le autonomie locali e le promuove/ attua il decentramento amministrativo

·         Tutela le minoranze linguistiche

·         Rapporti tra Stato e Chiesa sono regolati dai Patti Lateranensi

·         Libertà religiosa

·         La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, tutela il patrimonio storico e artistico

·         L’ordinamento giuridico si conforma alle norme del diritto internazionale

·         La condizione dello straniero è regolata dalle norme internazionali/ è concesso diritto d’asilo allo straniero cui è impedito l’esercizio delle libertà democratiche nel suo paese/ non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici

·         L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo

Rapporti civili

·         Inviolabilità della libertà personale e inviolabilità del domicilio

·         Libertà e segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione

·         Libertà di circolazione e di soggiorno/ libertà di uscire dal territorio nazionale

·         Diritto per i cittadini di riunirsi pacificamente

·         Diritto di associazione per fini che non sono vietati dalla legge

·         Diritto di professare liberamente la propria religione

·         Diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero

·         Diritto alla difesa personale in giudizio

·         L’estradizione è ammessa solo nei casi previsti dalle convenzioni internazionali

·         La responsabilità penale è personale

·         L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna

Rapporti etico-sociali

·         La Repubblica riconosce i diritti della famiglia

·         Dovere dei genitori di mantenere, educare e istruire i figli

·         La Repubblica agevola con misure economiche ed altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi

·         Tutela della salute

·         Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana

·         Arte e scienza sono libere e libero è l’insegnamento

·         La repubblica detta norme generali per l’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo stato

·         Esame di stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale

·         La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita

Rapporti economici

·         Tutela del lavoro

·         Diritto alla retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa

·         Diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite

·         Parità di diritti e di retribuzione alla donna che lavora. Diritto ad adempiere alle sue funzioni famigliari

·         Tutela del lavoro dei minori

·         Intervento assistenziale dello stato nei casi di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia, disoccupazione involontaria

·         Libertà dell’organizzazione sindacale

·         Diritto di sciopero

·         L’iniziativa economica privata è libera

·         La proprietà è pubblica e privata

·         Riconoscimento della funzione sociale della cooperazione

·         Diritto dei lavoratori a collaborare alla gestione delle aziende

·         Tutela del risparmio in tutte le sue forme

Rapporti politici

·         Diritto di voto a tutti i cittadini, che hanno raggiunto la maggiore età

·         Diritto a tutti i cittadini ad associarsi in partiti politici

·         Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità

·         Tutti i cittadini possono accedere a cariche pubbliche

·         La difesa della patria è sacro dovere di ogni cittadino. Obbligatorietà del servizio militare

·         Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività

·         Dovere di fedeltà alla repubblica

ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA

Il parlamento

·         Camera dei deputati e Senato

La formazione delle leggi

·         Funzione legislativa è delle due Camere.

·         Disegno di legge>esame della commissione>approvazione

·        Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica. Il presidente della repubblica può rimandare la legge alle Camere; se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.

·        Referendum abrogativo

·        Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria. Se il Governo adotta in casi d’urgenza provvedimenti provvisori con forza di legge deve il giorno stesso presentarli alle Camere per l’approvazione: i decreti governativi decadono se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione

·        Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo il potere necessario

·        Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentato dal governo

·        Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse ( formazione di una Commissione d’inchiesta)

Il presidente della repubblica

·         E’ eletto per sette anni

·         Capo dello stato, rappresenta l’unità nazionale, può inviare messaggi alle Camere, indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione, autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del governo, promulga le leggi, indice i referendum popolari, nomina nei casi indicati i funzionari dello stato, accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, ha il comando delle Forze Armate, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere, presiede il Consiglio superiore della Magistratura, nomina il presidente del Consiglio dei ministri e su proposta di questo i ministri.

Il governo

·         Il Consiglio dei ministri forma l’esecutivo e governa il paese. Deve avere la fiducia delle due Camere

·         La Pubblica Amministrazione è al servizio del bene della Nazione

·         Organi ausiliari sono: il Consiglio Nazionale dell’economia e del lavoro ( organo di consulenza sulle questioni economiche e sociali), il Consiglio di Stato (organo di consulenza giuridico amministrativa e di tutela della giustizia nell’amministrazione)

La magistratura

·         La giustizia è amministrata in nome del popolo

·         La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolate dalle norme sull’ordinamento giudiziario

·         La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere

·         Il Consiglio superiore della Magistratura, presieduto dal Presidente della Repubblica, è l’organismo fondamentale della magistratura

·         Tutti i provvedimenti giudiziari devono essere motivati

Le regioni, le provincie, i comuni

·         Le regioni sono enti autonomi con propri poteri e funzioni

·         Le provincie e i comuni esercitano poteri sul territorio nell’ambito delle leggi della Repubblica

Garanzie Costituzionali

·         La Corte Costituzionale giudica sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi, sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello stato e su quelli tra stato e regione e tra le regioni, sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica ed i ministri

·         La revisione della costituzione è possibile mediante leggi che devono essere approvate dalle Camere con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi ( la seconda deve essere a maggioranza assoluta) e da referendum popolare se viene richiesto da un quinto dei membri di una Camera o cinque Consigli regionali

Disposizioni transitorie e finali

·         E’ vietata la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista

·         Agli ex  re di casa Savoia, alle loro consorti e ai loro discendenti maschi sono vietati l’ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale

·         I titoli nobiliari non sono riconosciuti.