Cosa è stato il Sessantotto

Il 1968 è un anno importante non solo nel mondo occidentale con le
proteste studentesche che iniziano negli States e poi a macchia d’olio si
diffondono in Europa, ma anche nel mondo orientale dove i giovani di
Praga giocano un ruolo importante quanto drammatico. Il ’68 è l’anno
delle grandi esigenze ideali e di una contraddizione che non verrà
risolta e quindi porterà a conseguenze in cui si vedrà tradito e ridotto il
desiderio iniziale (oggi quanto mai da riprendere e da ripercorrere
obbedendo al suo metodo).
Il ’68 è l’anno in cui esplode una grande domanda di libertà, un uomo è
tale se è libero e grazie a questa energia cammina per compiere il
desiderio di felicità. Non è il consumismo a rispondere al bisogno
dell’uomo, l’uomo cerca di più. Questo è il grido del ’68, essere liberi
per seguire l’impeto e il movimento del desiderio. L’equivoco che però
incombeva presto prese forma, era l’idea che la politica potesse
rispondere a questo desiderio, che una struttura migliore dello stato
fosse ciò che i giovani cercavano. Questo equivoco innescò un
percorso contradditorio e portò poi a conseguenze che non avevano più
a cuore il desiderio ma una affermazione ideologico-politica. Il desiderio
però non è stato cancellato, anzi è rimasto più vivo e incalzante di tutte
le traduzioni ridotte che ne sono state fatte. Oggi ripercorrere il ’68 è far
memoria di quel desiderio, ritrovando la sua mossa.