Dal 1939 al 1958

1939-1958: pontificato di Pio XII

Pio XII, la guerra e l’Olocausto:

Da un discorso di Pio XII pochi mesi dopo la sua elezione:

Noi stessi, fin dal primo giorno del nostro pontificato, abbiamo tentato e fatto tutto quanto potevamo per allontanare il pericolo della guerra…… nella misura del possibile e per quanto ce lo consentivano i doveri che ci impone il nostro ministero apostolico, abbiamo posticipato altri compiti……. ci siamo imposti prudenti riserve allo scopo di non rendere difficile o impossibile l’opera a favore della pace” (J. M. Laboa, Momenti cruciali nella storia della Chiesa, Jaca Book, 1996)

“E’ stato rimproverato a Pio XII di non aver rivelato al mondo il terribile segreto del genocidio ebraico, un genocidio riguardo al quale, come la Croce Rossa internazionale e gli stessi alleati, che mantennero anch’essi un duraturo riserbo, poteva disporre solo di un’inquietante pluralità d’indizi, non di prove certe. Ma una tale denunzia, oltre a esporre clero e fedeli a prevedibili rappresaglie, avrebbe finito solo per accrescere smisuratamente le dimensioni dell’olocausto, come avvenne quando gli episcopati locali derogarono da queste regole di prudenza……

Se a Roma, dove prevalse la cautela, si salvò quasi il novanta per cento degli ebrei, mentre in Olanda, dove fu più aperta la resistenza, il 79 per cento fu destinato al martirio, le accuse di eccessiva prudenza mosse a Pio XII appaiono in tutta la loro infondatezza. Proprio autorevoli esponenti ebraici come Pinas E. Lapide hanno del resto certificato che “il papa in persona, la Santa Sede, i nunzi e tutta la Chiesa Cattolica hanno salvato da 150.000 a 400.000 ebrei da morte certa”. In realtà, come ha opportunamente puntualizzato lo storico Francesco Malgeri nel suo obiettivo rendiconto su La Chiesa di Pio XII fra guerra e dopoguerra “i conventi, i seminari, i luoghi di culto divennero negli anni cupi dell’occupazione nazista in tutti i paesi del vecchio continente, il rifugio più sicuro per migliaia e migliaia di ebrei, di partigiani, di laici e di marxisti senza distinzione di nazionalità, di ideologie politiche, di religione o di razza”. ( Processi alla Chiesa, Piemme, 1996)

1 giugno 1941

Nel radiomessaggio a commemorazione del 50° anniversario della Rerum Novarum Pio XII afferma che “i beni, da Dio creati per tutti gli uomini, equamente affluiscano a tutti”, che “la società non è fine a se stessa, ma è a servizio dell’uomo per il conseguimento dei suoi fini ultraterreni”, che il lavoro umano è personale e necessario, che la famiglia è “la cellula vitale più perfetta e feconda della società”

29 giugno 1943

Nell’enciclica “Mystici corporis” Pio XII approfondisce l’idea di Chiesa come popolo di Dio.

1950

Proclamazione del dogma dell’Assunzione di Maria.