Dal 1963 al 1978

1963-1978: pontificato di Paolo VI

7 dicembre 1965

Viaggio di Paolo VI a Gerusalemme.

Sarà un metodo di questo pontefice quello dei viaggi apostolici, attraverso i quali porterà l’annuncio di Cristo nel mondo, a contatto con l’uomo contemporaneo e con il popolo cristiano.

5 ottobre 1966

Paolo VI parla dinanzi all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e sollecita tutti i responsabili delle nazioni ad impegnarsi per scongiurare il ricorso alla guerra e per assicurare una pace solida e duratura in tutto il mondo.

1967

Paolo VI affronta i gravi e crescenti squilibri sociali creati dal progresso industriale con la lettera enciclica “Populorum Progressio”. Il Papa evidenzia che un gran numero d’uomini deve ancora essere affrancato dalla miseria, avere una garanzia minima di sussistenza, di salute e di occupazione, partecipare alla vita pubblica senza essere oppresso nei suoi diritti, godere di una maggior istruzione. Indica la responsabilità di questa situazione in un colonialismo violento e selvaggio, mette in guardia dalla tentazione della violenza per risolvere le situazioni di ingiustizia e sollecita a prendere senza indugio e con urgenza la via delle riforme per eliminare ogni squilibrio e per sviluppare un progresso armonico dei popoli.

1968

Paolo VI affronta il problema della regolamentazione delle nascite con l’enciclica “Humanae vitae

Dentro la situazione caotica e contraddittoria del ‘68 nasce il movimento ecclesiale “Comunione e liberazione” che riprende l’esperienza di Gioventù studentesca iniziata da don Luigi Giussani a Milano, nel Liceo Berchet, nel 1954: il nuovo movimento assume le domande della contestazione giovanile, ma non il metodo, testimoniando come solo nel rapporto con Cristo, presente qui ed ora nella comunione cristiana, esse trovano piena risposta.

14 maggio 1971

Paolo VI pubblica la lettera apostolica “Octogesima adveniens” per l’80° anniversario della Rerum Novarum: in essa il Papa evidenzia i problemi sociali legati al fenomeno dell’urbanesimo ( crescita dei consumi superflui, squilibri sociali, i nuovi poveri) e indica nell’uguaglianza, nella partecipazione e nella democrazia i metodi per affrontarli in modo efficace.

Paolo VI sollecita l’uomo contemporaneo a impegnarsi per il superamento dei rapporti di forza tra le nazioni, per il controllo della concentrazione dei poteri economici, per il cambiamento delle strutture “da operare sulla base del cambiamento dei cuori, dell’economia a servizio dell’uomo.”

26 agosto-28 settembre 1978: pontificato di Giovanni Paolo I