Fasi dell’emigrazione in Italia

1° fase (1876-1900):

Tendenza crescente dei flussi migratori, dovuta a fattori o economici-sociali o politici.

Nel 1888 Crispi riconosce la libertà di emigrare, regolando solo il trasporto, non l’assistenza dell’emigrato dopo lo sbarco. Questa ondata migratoria è ripartita in maniera omogenea nei paesi europei, specialmente in Francia e Germania, e nei paesi extraeuropei, specialmente l’Argentina, il Brasile e gli Stati Uniti.

2° fase (1900-1914).

E’ il periodo dell’industrializzazione in Italia, che si incentra nel settentrione.

L’avvento della industrializzazione al Nord e specialmente al Nord-Ovest favorì un flusso migratorio dal Sud e dal Nord Est, ma non fu sufficiente ad assorbire l’eccedenza di manodopera per cui continuò il fenomeno di emigrazione verso i paesi esteri, specialmente gli Stati Uniti d’America.

Nel 1901 per legge viene istituito un Commissariato generale per la tutela dell’emigrazione (CGE), i cui compiti erano relativi sia al trasporto, all’assistenza e alla tutela delle donne e fanciulli emigranti.

3° fase (1918-1939).

Forte contrazione del fenomeno migratorio:

  • Il fascismo adotta una politica anti-emigratoria.

  • alcuni paesi, tra cui gli Stati Uniti, hanno politiche xenofobe che scoraggiano l’emigrazione

  • la crisi del ’29

In questo periodo prevalsero le destinazioni europee rispetto a quelle transoceaniche, in particolare la Francia e la Germania.

4° fase (dal Secondo Dopoguerra al boom economico degli Anni 60).

Vi è un’iniziale ripresa dell’emigrazione alla fine della Seconda Guerra Mondiale, che però si attenuerà progressivamente.

I paesi verso cui si orienta sono soprattutto quelli europei, quali il Belgio, la Svizzera, la Francia e la Germania, dove si trovano opportunità di lavoro per gli emigranti.

https://www.museoemigrazioneitaliana.org/assets/Uploads/L-emigrazione-italiana-come-espansione-della-nazione-italiana.pdf

https://www.youtube.com/watch?v=8Xd3J0OyHxw

https://www.youtube.com/watch?v=DGs5x-3KMM8

Emigrazione italiana per regione 1876-1900, 1901-1915

Piemonte

709.076

13,5

831.088

9,5

Lombardia

519.100

9,9

823.695

9,4

Veneto

940.711

17,9

882.082

10,1

Friuli V.G.

847.072

16,1

560.721

6,4

Liguria

117.941

2,2

105.215

1,2

Emilia

220.745

4,2

469.430

5,4

Toscana

290.111

5,5

473.045

5.4

Umbria

8.866

0,15

155.674

1,8

Marche

70.050

1,3

320.107

3,7

Lazio

15.830

0,3

189.225

2,2

Abruzzo

109.038

2,1

486.518

5,5

Molise

136.355

2,6

171.680

2,0

Campania

520.791

9,9

955.188

10,9

Puglia

50.282

1,0

332.615

3,8

Basilicata

191.433

3,6

194.260

2,2

Calabria

275.926

5,2

603.105

6,9

Sicilia

226.449

4,3

1.126.513

12,8

Totale espatri

5.257.911

100,0

8.769.749

100,0

Fonte: Rielaborazione dati Istat in Gianfausto Rosoli, Un secolo di emigrazione italiana 1876-1976,Roma, Cser, 1978.

Principali paesi di emigrazione italiana 1876-1976

Francia

4.117.394

Stati Uniti

5.691.404

Svizzera

3.989.813

Argentina

2.969.402

Germania

2.452.587

Brasile

1.456.914

Belgio

535.031

Canada

650.358

Gran Bretagna

263.598

Australia

428.289

Altri

1.188.135

Venezuela

285.014

Totale

12.546.558

11.481.381