Gli anni settanta

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– gli anni Settanta rappresentano un periodo di difficoltà a livello economico con riduzione degli investimenti, crescita dei costi energetici, dilatazione della spesa pubblica, avanzata progressiva dell’inflazione.

Nel 1975 viene introdotto il meccanismo della scala mobile per assicurare di fronte all’aumento del costo della vita un adeguamento dei salari.

– situazione di instabilità politica per contrasti nella stessa maggioranza tra coloro che rappresentano le tendenze moderate e i settori che mirano a creare nuovi equilibri ed alleanze.

– istituzione delle regioni (giugno 1970 prime elezioni regionali)

legge sul divorzio (1970). Referendum nel 1974 per l’abrogazione della legge che lo permetteva. La vittoria dello schieramento favorevole al mantenimento della normativa (con il 59%). evidenziò che ormai in Italia la cultura e la mentalità dominante era quella di stampo laicista.

– la strategia della tensione

1980-8-2 - Strage Bologna Strage nella stazione di Bologna

Si determinò una situazione di grossa tensione nella vita del paese a causa di gravi attentati che colpirono in modo apparentemente casuale, ma secondo un chiaro disegno eversivo (strage di piazza Fontana a Milano il 12 dicembre 1969/strage di piazza della Loggia a Brescia nel maggio del 1974/attentato al treno Italicus nell’agosto del 1974/strage nella stazione di Bologna il 2 agosto del 1980)

– il terrorismo rosso

Il terrorismo rosso ebbe origine con il passaggio alla lotta armata di militanti dell’estrema sinistra extraparlamentare che si costituirono in gruppi clandestini             (Brigate Rosse, Nuclei armati proletari) con l’obiettivo di accelerare il processo rivoluzionario e di abbattere lo stato borghese. Questi gruppi operarono in modo violento organizzando attentati che portavano o al ferimento (le gambizzazioni) o all’uccisione di uomini considerati simbolo dello Stato borghese ( Coco, Casalegno, Bachelet, Moro…….).

Gli attentati ebbero un’escalation impressionante tra il 1977 e il 1980 (nel 1979 ci furono circa 800 attentati!): lo Stato e le istituzioni democratiche erano impotenti, incapaci di assicurare le condizioni minime di sicurezza civile.

Fu grazie all’azione del generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa che lo stato vinse questa difficile battaglia contro il terrorismo rosso.

CRONOLOGIA DEGLI ANNI DI PIOMBO

9 agosto 1969. Otto attentati scuotono l’Italia e si registrano 12 feriti. E’ l’inizio della strategia della tensione.

19 novembre 1969. Durante una manifestazione a Milano muore l’agente di polizia Antonio Annarumma : colpito da una spranga mentre guidava un gippone ha perso il controllo e si è schiantato contro un’altra jeep della polizia. Rimangono dubbi sulla dinamica dell’incidente

12 dicembre 1969 . Strage di piazza Fontana. Nella banca dell’ Agricoltura in piazza Fontana a Milano, una bomba provoca la morte di 17 persone e il ferimento di 88. Bombe esplodono anche a Roma alla Bnl di via Veneto, dove rimangono ferite 16 persone, e alla tomba del milite ignoto.

15 dicembre 1969. Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico tra i sospettati della strage di piazza Fontana muore dopo esser precipitato dal quarto piano della questura dove è interrogato dal commissario Calabresi. I poliziotti sostengono che sconvolto dall’interrogatorio si sia gettato da solo, mentre la sinistra dichiara che sia stato spinto giù dal quarto piano della questura. Il commissario Calabresi viene messo dalla sinistra al pubblico ludibrio, fatto oggetto di accuse spesso ingiustificate, lui che invece durante le manifestazioni aveva un atteggiamento di dialogo e di mediazione.

16 dicembre 1969. Accusato dal tassista Cornelio Rolandi viene arrestato per la strage di piazza fontana Pietro Valpreda.  A Roma vengono arrestati alcuni anarchici tra i quali Mario Merlino per gli attentati del 12 dicembre, questi però risulterà un neo fascista infiltrato dai servizi segreti.

E’ l’inizio della strategia della tensione, il paese viene trascinato in un vortice di violenza che durerà per più di dieci anni.

25 gennaio 1971: è l’inizio “ufficiale” del terrorismo. La stella rossa a cinque punte fa la sua prima comparsa con il commando di brigatisti che collocano bombe incendiarie sotto ad altrettanti autocarri, distruggendone tre, sulla pista di Lainate dove la Pirelli prova i suoi pneumatici.

15 marzo 1972. Viene ritrovato il corpo dell’editore Giacomo Feltrinelli, capo e ideologo dei GAP, ucciso dall’esplosione di un ordigno, mentre cercava di minare un traliccio dell’alta tensione a Segrate, nei pressi di Milano.

17 maggio 1972.

1972 - Omicidio Calabresi

Il commissario Luigi Calabresi, è assassinato sotto la sua abitazione di Milano. Verrà prima accusata l’estrema destra, poi nel 1988, dopo le dichiarazioni del pentito Leonardo Marino verrà incriminato come mandante Adriano Sofri, leader di Lotta Continua nel 1972.

27 agosto 1972. Il giudice di Milano Franco D’Ambrosio, incrimina i neonazisti Franco Freda e Giovanni Ventura, per la strage di piazza Fontana. Di conseguenza torna libero Pietro Valpreda, grazie ad una legge che prevede la possibilità di accordare la libertà provvisoria anche per i reati in cui è obbligatorio il mandato di cattura.

12 aprile 1973. Muore colpito da una bomba l’agente Antonio Marino, durante scontri con esponenti della destra, che protestavano contro il divieto da parte della Questura di Milano di far aver luogo in piazza Tricolore un comizio di Ciccio Franco.

17 maggio 1973. Il sedicente anarchico Gianfranco Bertoli, lancia una bomba contro la questura di Milano provocando  la morte di quattro persone. Bertoli in realtà è legato  al gruppo eversivo “La Rosa dei Venti”, ai Servizi Segreti dell’Esercito, nonchè membro dell’organizzazione paramilitare legata alla CIA denominata “Gladio”.

18 aprile 1974. A Genova viene rapito dalle BR il giudice Mario Sossi, pubblico ministero al processo contro il gruppo XXII ottobre.
Il giudice verrà poi liberato, senza che però i detenuti siano stati rilasciati, come richiesto dalle BR che avevano condannato a morte Sossi con un processo di giustizia proletaria.

28 maggio 1974.

1974 - Piazza della Loggia

A Brescia, in piazza della Loggia, durante una manifestazione sindacale, vi è l’esplosione di un ordigno, che provoca la morte di otto persone. La strage, attribuita all’estrema destra, rimarrà impunita.

4 agosto 1974.

1974 - Italicus

Una bomba esplode nella vettura n.5 del treno Italicus, l’espresso Roma-Monaco, provocando la morte di dodici persone. I mandanti e gli esecutori della strage, attribuita alle trame nere, non saranno mai individuati.

8 settembre 1974. Vengono arrestati Renato Curcio e Alberto Franceschini, leader delle BR: l’arresto avvenuto a Pinerolo è dovuto alle informazioni fornite da Silvano Girotto, “frate Mitra”, infiltrato nelle BR dal Generale Dalla Chiesa che aveva istituito un gruppo speciale antiterroristico.

30 ottobre 1974. Anche Prospero Gallinari e Alfredo Buonavita, esponenti significativi delle BR, vengono arrestati a Torino

24 gennaio 1975. Il terrorista Mario Tuti uccide due carabinieri, Leonardo Falco e Giovanni Ceravolo, giunti ad arrestarlo nella sua abitazione. Tuti scappa in Francia dove sarà arrestato il 27 luglio e successivamente estradato.

18 febbraio 1975. Un commando di quattro persone aiuta Renato Curcio ad evadere dal carcere di Casal Monferrato (Al)

16 aprile 1975. A Milano al termine di una manifestazione Claudio Varalli viene ucciso con un colpo di pistola dai neofascisti di Avanguardia nazionale.

18 gennaio 1976. Renato Curcio viene arrestato per la seconda volta. Dopo 20 minuti di sparatoria il brigatista ferito si arrende.

8 giugno 1976. Viene ucciso dalle BR il giudice Coco, accusato dai brigatisti di essere l’uomo più intransigente della procura genovese, tanto da essere ritenuto il responsabile che ha fatto fallire lo scambio tra Sossi e i gappisti del XXII ottobre.

10 luglio 1976. Il giudice Occorsio viene assassinato sotto la sua abitazione. L’omicidio è rivendicato da Ordine Nuovo.

10 ottobre 1976. Prima Linea fa la sua comparsa, la sua prima iniziativa è l’assalto alla sede della DC di Torino. Tra i componenti del commando c’è Marco Donat Cattin, figlio di uno dei massimi esponenti democristiani.

2 giugno 1977. Viene “gambizzato”, a Milano, Indro Montanelli direttore del Giornale Nuovo. I brigatisti attaccando i giornalisti, intendono colpire “Gli uomini e gli strumenti, della guerra psicologica.”

16 novembre 1977. I brigatisti colpiscono Carlo Casalegno, vicedirettore della Stampa.

16 marzo 1978. Ore 9.15 in via Mario Fani i brigatisti rossi rapiscono il presidente della DC Aldo Moro. Poche ore dopo Moro avrebbe dovuto partecipare, a Montecitorio, al dibattito sulla fiducia al quarto governo Andreotti. Nell’agguato vengono uccisi i carabinieri Domenico Ricci e Oreste Leonardi e i tre poliziotti dell’auto di scorta Raffaele Jozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi.

Dopo quasi due mesi di tensione, con il mondo politico incapace di far fronte alle minacce dei Brigatisti il 9 maggio 1978 alle 13.30, in via Caetani, a metà strada tra le sedi nazionali del Pci e della Dc, in una Renault 4 rossa viene trovato il cadavere di Aldo Moro.

24 gennaio 1979 Viene ucciso il sindacalista della CGIL Guido Rossa, operaio alla Italsider di Genova, per aver scoperto e denunciato, Francesco Berardi, fiancheggiatore delle BR.

12 febbraio 1980.

1980 - Bachelet 1

Vittorio Bachelet, vicepresidente del Csm e professore di diritto amministrativo, è ucciso dalle BR all’Università di Roma.

28 maggio 1980. Il poliziotto Franco Evangelista viene ucciso dai NAR a Roma. A Milano viene assassinato dai piellini  l’inviato del Corriere della Sera Walter Tobagi.

27 giugno 1980. 81 persone muoiono in un incidente aereo. Un DC9 dell’Itavia precipita nei pressi dell’ isola di Ustica.

2 agosto 1980. Muoiono 85 persone a causa dell’esplosione di un ordigno nella sala d’aspetto della stazione di Bologna. 

4 aprile 1981. Vengono arrestati a Milano i brigatisti Enrico Fenzi, Tiziana Volpi , Silvano Fadda e Mario Moretti.

10 giugno 1981. Le Brigate Rosse rapiscono Roberto Peci fratello del pentito Patrizio. Il suo cadavere verrà ritrovato il 13 agosto nella periferia romana.

17 dicembre 1981. Il generale americano, Lee Dozier, è rapito dalla BR a Verona. Verrà liberato a Padova il 28 gennaio 1982, al culmine delle indagini guidate da Umberto Improta. Il sequestro Dozier viene considerato l’inizio del declino delle Brigate Rosse in Italia dopo gli eventi degli anni di piombo.

– l’avanzata del PCI

Nelle regionali del 1974 il PCI ottiene un grande riconoscimento elettorale, mentre la DC è in calo; si inizia quindi a parlare di un possibile sorpasso. Nelle elezioni politiche del 1976: il PCI va al massimo storico(34.4%), la DC rimane nel complesso stabile al 38.7%, in crisi il PSI al 9.6%.

L’avanzata comunista è l’esito della politica del segretario Enrico Berlinguer (in carica dal 1972 al 1984): una politica tesa a creare un’alleanza governativa (compromesso storico) tra comunisti, democristiani e forze laiche, alleanza che  sarebbe stata determinante sia per una stabilità che per un processo di trasformazione di stampo progressista.

Questa politica accanto a quella internazionale dell’eurocomunismo (una modalità europea di realizzare il comunismo) tendeva ad accreditare il PCI come partito democratico e a portarlo, una volta concluso positivamente il processo di conquista della cultura e dei mezzi d’informazione, anche al potere politico.

– la solidarietà nazionale

La breve stagione della solidarietà nazionale fu determinata dall’idea di creare un’alleanza tra tutte le forze democratiche per realizzare una riforma del paese e per dare una svolta democratica a tutta la società (nel frattempo il terrorismo aveva registrato un’escalation impressionante)

Dopo un monocolore di Andreotti, che ottiene l’astensione (la non-sfiducia) del PCI e l’appoggio di Berlinguer che richiamò l’esigenza dell’austerità, si arriva, grazie all’apporto decisivo dello statista democristiano Aldo Moro, a formulare un governo di solidarietà nazionale, consistente in un nuovo monocolore DC, ma con l’entrata nella maggioranza anche del PCI.

Il 16 marzo 1978, il giorno stesso della presentazione alle Camere del nuovo governo Andreotti, Aldo Moro viene rapito dalle Brigate Rosse, che vogliono imporre allo stato una trattativa. Le  forze politiche si dividono tra una parte che è per una linea di fermezza e una che invece è favorevole alla trattativa: alla fine prevale la linea della fermezza perché il minimo cedimento al ricatto delle B.R. era considerato come una grave debolezza delle istituzioni democratiche e la loro fine.

Il 9 maggio il cadavere di Aldo Moro viene ritrovato all’interno di un’automobile in via Fani a Roma.

1978 - TIME

Nonostante questo grave fatto e la lacerazione presente nel paese il governo di Andreotti riesce ad attuare la sua politica riformista (equo canone, riforma sanitaria con introduzione delle USL, lotta al terrorismo, liberalizzazione dell’aborto) per circa un anno, finchè il PCI all’inizio del 1979 esce dalla maggioranza.

– nel 1978 il presidente della Repubblica Giovanni Leone, accusato di essere coinvolto in uno scandalo politico-finanziario (lo scandalo Lockheed) si dimette e viene eletto il socialista Sandro Pertini, uno dei protagonisti della Resistenza.