Il pontificato di Giovanni Paolo II

16 ottobre 1978

Viene eletto papa il cardinale polacco Karol Wojtyla che prende il nome di Giovanni Paolo II.

4 marzo 1979

Giovanni Paolo II pubblica la lettera enciclica “Redemptor hominis” che rappresenta il contenuto programmatico del suo pontificato.” Il Redentore dell’uomo, Gesù Cristo, è centro del cosmo e della storia” è questo l’annuncio che la Chiesa fa all’uomo contemporaneo che vive alle soglie del terzo millennio una più consapevole e drammatica ricerca del suo destino, dopo che il secolo ha portato via con sè in un fallimento apocalittico tutte le ideologie.

17 ottobre 1979

A Madre Teresa di Calcutta viene conferito il Premio Nobel per la pace.

13 maggio 1981

A Roma in Piazza San Pietro Giovanni Paolo II viene ferito gravemente da un attentatore, il turco Ali Agca: subito soccorso e operato il Papa esce vivo dall’attentato.

14 settembre 1981

Giovanni Paolo II promulga la lettera enciclica “Laborem exercens” sul lavoro umano, che viene considerato “la chiave essenziale di tutta la questione sociale”. Giovanni Paolo II sottolinea l’importanza di concepire il lavoro secondo una dimensione personalistica: egli infatti scrive che “il lavoro è per l’uomo e non l’uomo per il lavoro

18 febbraio 1984

Sottoscrizione del nuovo Concordato tra l’Italia e la Santa Sede

18 maggio 1986

Giovanni Paolo II pubblica la lettera enciclica “Dominum et vivificantem” sullo Spirito Santo nella vita della Chiesa e del mondo.

In questa lettera il Papa indica i motivi del Giubileo del Duemila. Giovanni Paolo II a riguardo scrive: ”Il grande Giubileo, conclusivo del secondo Millennio, al quale la Chiesa già si prepara, ha direttamente un profilo cristologico: si tratta infatti di celebrare la nascita di Gesù Cristo. Nello stesso tempo, esso ha un profilo pneumatologico, poichè il mistero dell’incarnazione si è compiuto “per opera dello Spirito Santo”…… in effetti, la concezione e la nascita di Gesù Cristo sono la più grande opera compiuta dallo Spirito Santo nella storia della creazione e della salvezza… mediante una tale umanizzazione del Verbo-Figlio, l’autocomunicazione di Dio raggiunge la sua pienezza definitiva nella storia della creazione e della salvezza…… tutto ciò si compie per opera dello Spirito Santo e, dunque, appartiene al contenuto del futuro grande Giubileo. La Chiesa non può prepararsi ad esso in nessun altro modo, se non nello Spirito Santo. Ciò che nella pienezza del tempo si è compiuto per opera dello Spirito Santo, solo per opera sua può ora emergere dalla memoria della Chiesa. Per opera sua può rendersi presente nella nuova fase della storia dell’uomo sulla terra: l’anno Duemila dalla nascita di Cristo.

30 settembre 1988

Giovanni Paolo II pubblica la lettera enciclica “Mulieris dignitatem” nella quale mostra come all’interno della concezione cristiana viene promossa pienamente la dignità della donna.

16 gennaio 1991

Dio dei nostri padri, grande e misericordioso……. ascolta il grido unanime dei tuoi figli, supplica accorata di tutta l’umanità: mai più la guerra, avventura senza ritorno, mai più la guerra, spirale di lutto e violenza, mai più questa guerra nel Golfo Persico, minaccia per le tue creature in cielo, in terra e in mare

E’ la preghiera di Giovanni Paolo II di fronte ai primi bombardamenti contro l’Irak effettuati dalle forze dell’Onu.

Il giorno dopo Giovanni Paolo II dirà che “l’inizio di questa guerra segna una grave sconfitta del diritto internazionale e della comunità internazionale. In queste ore di grandi pericoli vorrei ripetere con forza che la guerra non può essere un mezzo adeguato per risolvere completamente i problemi esistenti tra le nazioni. Non lo è mai stato e non lo sarà mai”.

La voce del Papa si leverà a più riprese contro questa guerra e per il ripristino del diritto internazionale, ma rimarrà del tutto inascoltata.

1 maggio 1991

Giovanni Paolo II promulga la lettera enciclica “Centesimus Annus” nel centesimo anniversario della Rerum Novarum. In essa il Papa evidenzia l’importanza dell’anno 1989, che con il crollo del comunismo, apre un’era nuova che dovrà essere caratterizzata da un armonico rapporto tra la proprietà privata e la destinazione universale dei beni.

11 ottobre 1992

Viene pubblicato il Catechismo della Chiesa Cattolica.

Giovanni Paolo II nella presentazione del Catechismo afferma: “Il Catechismo della Chiesa Cattolica è un’esposizione della fede della Chiesa e della dottrina cattolica, attestate o illuminate dalla Sacra Scrittura, dalla Tradizione apostolica e dal Magistero della Chiesa. Io lo riconosco come uno strumento valido e legittimo al servizio della Comunione ecclesiale e come una norma sicura per l’insegnamento della fede

25 marzo 1995

Giovanni Paolo II pubblica la lettera enciclica “Evangelium vitae” sul valore e l’inviolabilità della vita umana.

Contro le vecchie e nuove minaccie alla vita umana (aborto, eutanasia, genocidio, tortura, offesa della dignità della persona, pena di morte, sperimentazioni indiscriminate sull’essere umano, tecniche di riproduzione artificiale….) Giovanni Paolo II ripropone “il valore incomparabile della persona umana”

Secondo il Pontefice il motivo fondamentale per cui si è affermata sempre più una cultura della morte è da ricercarsi “nell’eclissi del senso di Dio e dell’uomo”: “smarrendo il senso di Dio, si tende a smarrire anche il senso dell’uomo, della sua dignità e della sua vita”. “Una volta escluso il riferimento a Dio” prosegue il Papa “ non sorprende che il senso di tutte le cose ne esca profondamente deformato, e la stessa natura, non più mater, sia ridotta a materiale aperto a tutte le manipolazioni.”

Dentro la difficile situazione del mondo contemporaneo, che avendo smarrito Dio ha perso il valore dell’uomo, il Papa esorta tutti i cristiani ad assumersi il compito fondamentale e urgente di costruire una nuova cultura della vita umana.

25 maggio 1995

Giovanni Paolo II emana la lettera enciclica “Ut unum sint” sull’impegno ecumenico della Chiesa per l’unità di tutti i cristiani.

Particolarmente interessante la sottolineatura dell’importanza del dialogo tra le comunità cristiane come scambio di doni, in cui è impegnata nella sua interezza la soggettività di ciascuna di esse. “Quando si inizia a dialogare” scrive il Papa “ciascuna delle parti deve presupporre una volontà di riconciliazione nel suo interlocutore, di unità nella verità

16 marzo 1998

La Commissione pontificia per i rapporti con l’Ebraismo emana un documento dal titolo “Noi ricordiamo: una riflessione sulla Shoah”.

In questo documento vi è da parte della Chiesa una richiesta di perdono pubblico per quei cristiani che hanno avuto posizioni di ostilità e di pregiudizio nei confronti del popolo ebraico e per tutti coloro che di fronte all’Olocausto non hanno avuto un comportamento “che ci si sarebbe potuto aspettare dai discepoli di Cristo”.

D’altra parte la Chiesa, di fronte a tanti pregiudizi e falsità che hanno portato a considerarla ingiustamente e senza nessuna attinenza con la verità storica corresponsabile dell’Olocausto, ribadisce che essa ha sempre provato dolore sincero per le sofferenze indicibili inferte al popolo ebraico, che ha condannato fin dall’inizio il nazismo e che molti cristiani “aiutarono a salvare quanti più ebrei fu loro possibile, fino al punto di mettere le loro vite in pericolo mortale”.

A questo proposito il documento respinge le accuse a Pio XII, affermando che “durante e dopo la guerra, comunità e personalità ebraiche espressero la loro gratitudine per quanto era stato fatto per loro, compreso ciò che Pio XII aveva fatto personalmente o attraverso suoi rappresentanti per salvare centinaia di migliaia di vite di ebrei”

In conclusione il documento si auspica che si costituiscano “nuove relazioni con il popolo ebraico….. in un rispetto reciproco, condiviso, come conviene a coloro che adorano l’unico Creatore e Signore e hanno un comune padre nella fede, Abramo”.

27-29 maggio 1998

Si svolge a Roma il Congresso mondiale dei movimenti ecclesiali.

Giovanni Paolo II, nel messaggio redatto per l’inizio dei lavori, scrive: “Più volte ho avuto modo di sottolineare come nella Chiesa non ci sia contrasto o contrapposizione tra la dimensione istituzionale e la dimensione carismatica, di cui i Movimenti sono un’espressione significativa. Ambedue sono co-essenziali alla costituzione divina della Chiesa fondata da Gesù, perchè concorrono insieme a rendere presente il mistero di Cristo e la sua opera salvifica nel mondo. Insieme, altresì, mirano a rinnovare, secondo i loro modi propri, l’autocoscienza della Chiesa, che può dirsi, in un certo senso, essa stessa “movimento”, in quanto avvenimento nel tempo e nello spazio della missione del Figlio per opera del Padre nella potenza dello Spirito Santo.”

30 maggio 1998

Giovanni Paolo II incontra i Movimenti ecclesiali in una manifestazione in Piazza San Pietro a Roma cui partecipano trecentomila persone.

Dopo le testimonianze di Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolari, di Kiko Arguello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, di Jean Vanier, fondatore del movimento “Fede e Luce” e delle Comunità dell’Arca, e di mons. Luigi Giussani fondatore di Comunione e Liberazione, Giovanni Paolo II in un lungo discorso ha tra l’altro affermato che “i movimenti sono la prova tangibile dell’effusione dello Spirito Santo”. Secondo il Papa “i movimenti riconosciuti ufficialmente dall’autorità ecclesiastica si propongono come forme di autorealizzazione e riflessi dell’unica chiesa. La loro nascita e diffusione ha recato nella vita della Chiesa una novità inattesa e talora persino dirompente

Il Papa ha evidenziato che nei Movimenti si apprende e si vive una fede non come discorso astratto, nè come vago sentimento religioso, ma come “vita nuova in Cristo suscitata dallo Spirito santo”

Giovanni Paolo II ha concluso il suo discorso con il seguente invito a tutti i presenti: “Oggi, da questa Piazza, Cristo ripete a ciascuno di voi: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura” Egli conta su ciascuno di voi, la Chiesa conta su di voi. “Ecco – assicura il Signore – io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” Amen!

I viaggi di Giovanni Paolo II   

Giovanni Paolo II durante il suo pontificato ha affrontato numerosi viaggi portando il messaggio di Cristo in ogni parte del mondo. Attraverso i suoi viaggi Giovanni Paolo II ha testimoniato come un’esperienza cristiana autenticamente vissuta sia capace di incontrare ogni uomo e ogni popolo, valorizzandone le esigenze profonde e le caratteristiche specifiche.

Giovanni Paolo II si è recato in diverse parti d’Italia, ha affrontato viaggi in numerosi paesi dell’Europa, dell’Asia, dell’Africa, dell’America: particolarmente significativi i viaggi nella sua terra natale, la Polonia, il viaggio a Sarajevo e quello a Cuba.