La crisi del Boom economico

Anni 1963/64

– crisi del boom economico, dovuta alla crescita dei salari e ad una notevole diminuzione degli investimenti. La crescita economica riprese nel 1966, anche se in modo più lento rispetto agli inizi degli anni sessanta.

– forte opposizione della destra ai governi di centro-sinistra

– progetto di colpo di stato del gen. Giovanni De Lorenzo, capo del Sifar (Servizio informazioni delle forze armate)

– frattura all’interno del PSI con l’uscita di una minoranza di sinistra che costituisce il Psiup (Partito socialista di unità proletaria) contrario all’alleanza con la D.C. e per una politica di affiancamento al P.C.I.

Questi elementi misero in difficoltà i governi di centro-sinistra che si indirizzarono verso una politica di conservazione sia della stabilità politica che del benessere economico raggiunto, lasciando da parte l’originaria impronta riformista.

1962/1964: Antonio Segni è presidente della Repubblica

1964/1971: il socialdemocratico Giuseppe Saragat è presidente della Repubblica

1964: muore Palmiro Togliatti. Luigi Longo diventa segretario del PCI e accelera il processo di ricerca di una forma italiana, autonoma da Mosca, per la realizzazione del comunismo (“la via italiana al socialismo” indicata da Togliatti nel suo testamento politico, il memoriale di Yalta).

1966: riunificazione di PSI e PSDI con la costituzione del PSU (Partito socialista unificato) che si scioglierà di nuovo nel 1969.