La politica internazionale

Alla domanda di uno studente, se ha un episodio da raccontare della sua carriera di diplomatico, Valensise risponde:

“Nel luglio del ’97 abitavo a Sarajevo. Il maestro Muti volle un concerto, invitando le parti in guerra e chiese a me di organizzarlo. Fu un successo, tanto che il maestro concesse un bis. Scelse il coro del Nabucco. Tutta la platea, fatta di tagliagole di diverse etnie, si alzò a cantarlo, in italiano. Guarda, non era facile stare nei Balcani, non sapevamo molto di loro. Gli ex bosniaci, invece, e gli abitanti di Sarajevo in particolare, sapevano tutto di noi, tutto. E questo conferma che l’incontro con l’altro è davvero il genio della nostra Repubblica”.


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