L’assemblea costituente e la nuova Costituzione

L’Assemblea Costituente rappresenta uno dei momenti più significativi all’interno della nascita della Repubblica e della forma di democrazia che adotta per valorizzare il popolo italiano, la sua tradizione, la sua ricchezza, i valori e i diritti di cui è costituito.

Il mondo è già diviso in due blocchi, e anche i partiti italiani che hanno ripreso la loro attività con la fine del fascismo simpatizzano per l’uno o l’altro dei due blocchi, ma i lavori dell’Assemblea Costituente rappresentano un unicum in tutto il mondo, sono il segno di una capacità di dialogo che non ha a cuore l’affermazione della propria parte, ma ha a cuore la valorizzazione dei valori che ogni parte sostiene.

Per questo come afferma Aldo Moro “l’Assemblea Costituente ha rappresentato una magnifica stagione, un inizio interessante e promettente” di quello che sarebbe stata la democrazia italiana.

La Costituzione che viene redatta dall’Assemblea Costituente, approvata a maggioranza assoluta, con 458 voti favorevoli contro 62 contrari, entra in vigore il 1° gennaio 1948.

Come sostiene Giuseppe Dossetti, uno dei più autorevoli padri costituenti “La Costituzione è un Patto che non è stato un qualunque compromesso o un semplice effimero espediente, ma veramente un solido edificio in cui hanno confluito in sinergia costruttiva ( al di là dei contrasti politici anche molto aspri e talvolta persino cruenti) le tre grandi componenti ideali, cioè la tradizione liberale, quella cattolica e quella socialcomunista”.

La Costituzione Repubblicana ha saputo valorizzare i diritti di libertà che sia il mondo liberale sia quello cattolico portavano iscritti nella loro tradizione, la centralità del lavoro e l’importanza della giustizia sociale che veniva dal mondo socialcomunista, la sottolineatura tipica del mondo cattolico della persona e della famiglia come realtà naturali che lo Stato non crea né definisce ma riconosce.

Per questo la Costituzione Italiana è la Costituzione del popolo, perchè ha saputo tenere conto di tutti gli aspetti che costituivano il popolo italiano, armonizzandone le diversità, così che ogni identità potesse continuare a vivere con la sua originalità.

Incontrarsi, dividersi, tornare a incontrarsi: la storia del popolo italiano è la storia di un popolo che tra mille traversie non ha mai smarrito il significato dell’unità.