L’ITALIA NEL PERIODO DEL “CENTRISMO” Dal 1954 al 1960

Centrismo

Politica che determinò la situazione italiana negli anni ’50: fu caratterizzata da governi guidati dalla D.C. con l’appoggio di PLI, PRI e PSDI e con l’opposizione sia della sinistra socialista e comunista che della destra. Il programma dei governi centristi era improntato a un moderato riformismo. Fino al 1953 la figura determinante di questo tipo di politica fu Alcide De Gasperi, dal ’54 Amintore Fanfani.

Dal 1954 al 1960

– sostanziale immobilismo politico con riduzione dell’attività riformistica;

– potenziamento degli enti a partecipazione statale. In particolare l’IRI (Istituto per la ricostruzione industriale) e l’ENI (Ente nazionale idrocarburi) fondato nel 1953. Il Presidente Enrico Mattei, grazie alla sua abilità politica, riuscì a fare dell’ENI un colosso economico, capace di entrare in concorrenza con le grandi compagnie petrolifere internazionali. L’ENI ebbe anche un suo quotidiano, “Il Giorno”;

– istituzione nel 1956 del Ministero delle partecipazioni statali, con il compito di coordinare le imprese gestite dallo stato;

– dal 1955 al 1962 Giovanni Gronchi fu Presidente della Repubblica;

– crisi nei rapporti tra PCI e PSI. Dopo la denuncia dei crimini di Stalin e i gravi fatti di Ungheria del 1956, il PSI decide di non continuare sulla strada del rapporto preferenziale con il Pci e si indirizza verso una politica autonoma: questo favorisce un avvicinamento alla D.C. che nel frattempo era sempre più consapevole della necessità di allargare la maggioranza governativa alle forze democratiche rappresentative del mondo operaio e delle sue esigenze.

boom economico che giunge alla sua massima espansione tra il 1958 e il 1963 e che dà alla popolazione un segnale positivo: gli italiani vedono reale la possibilità di godere di un benessere diffuso. Tra i fattori che lo hanno favorito i più importanti sono: la politica di libero scambio a livello europeo, il modesto prelievo fiscale, l’aumento della produttività che paragonato a salari non molto elevati favorì continui investimenti, la disponibilità di manodopera, la crescita dei consumi. L’Italia diventò così sempre più un paese industriale, mentre restò modesto lo sviluppo agricolo. Si ebbero di conseguenza: una migrazione progressiva verso il Nord, una rapida e caotica crescita delle città, un’evoluzione dei consumi che portò ad un consumismo dilagante (simboli di questa evoluzione furono l’automobile e la televisione: dal 1954 la RAI effettua trasmissioni regolari, dal 1956 il segnale arriva su tutto il territorio nazionale).

– nel 1960 il governo Tambroni che in grave difficoltà si appoggiò ai determinanti voti del Movimento Sociale Italiano si trovò ad affrontare manifestazioni antifasciste e   antigovernative estremamente determinate (scontri con la polizia/ i morti di Reggio   Emilia). Tambroni, sconfessato dalla D.C., si dimise e iniziò così una fase politica nuova.