Paolo VI

paolo-viGiovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini nasce il 26 settembre 1897 a Concesio, un paese nei pressi di Brescia, in una casa dove i suoi genitori sono soliti trascorrere le vacanze estive. Il padre, Giorgio Montini, dirige un giornale cattolico, “Il cittadino di Brescia” ed è deputato del Partito Popolare italiano di Don Luigi Sturzo. L’uomo è anche un noto esponente del cattolicesimo politico e sociale di questo periodo. La madre invece è Giuditta Alghisi.

Giovanni ha due fratelli, Francesco e Ludovico; all’età di sei anni viene iscritto presso il collegio gesuita bresciano “Cesare Arici”, in cui viene ammesso come studente esterno, poiché ha una salute cagionevole. Nel 1907, dopo un’udienza papale, il papa Pio X gli impartisce il sacramento della prima comunione e della cresima. Giovanni frequenta l’Istituto religioso bresciano fino al momento in cui consegue il diploma di maturità presso il liceo pubblico “Arnaldo da Brescia”, nel 1916.

All’età di diciotto anni inizia a collaborare con il giornale studentesco “La Fionda” e tre anni dopo entra a far parte della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI). Il 29 maggio dell’anno successivo viene ordinato sacerdote. Di lì a poco si trasferisce a Roma, dove inizia a lavorare nella Segreteria di Stato Vaticano e dove intraprende gli studi accademici.

Presto si laurea in filosofia, diritto civile e diritto canonico. In questo periodo inoltre ricopre anche l’incarico di assistente ecclesiastico della FUCI, lasciandolo nel 1933 a causa del grande impegno che gli richiede la Segreteria di Stato Vaticano. Quattro anni dopo, nel mese di dicembre, Montini è nominato sostituto della Segreteria di Stato e collabora con Eugenio Pacelli, che in questi anni ricopre la carica cardinale Segretario di Stato.

Pochi anni dopo, papa Pio XI muore e sale sul soglio pontificale Pacelli con il nome di Pio XII. Lo scoppio della seconda guerra mondiale è alle porte e Giovanni aiuta il papa a scrivere il radiomessaggio che quest’ultimo deve fare per evitare l’inizio delle ostilità.

Nel corso della guerra il papa e lo stesso Montini sono accusati di collaborazionismo filonazista, ma in realtà in gran segreto sarà quest’ultimo a condurre con la mediazione della Chiesa una trattativa con Maria José di Savoia al fine di giungere a una pace separata con gli Alleati americani.

Inoltre in questo periodo la Chiesa aiuta circa quattromila ebrei italiani, offrendo loro ospitalità in Vaticano, all’insaputa di Mussolini e di Hitler. Nel 1952 Montini appoggia, in occasione delle elezioni amministrative, il candidato Alcide De Gasperi, che stima molto. Sempre nel medesimo anno viene nominato pro-Segretario di Stato per gli Affari ordinari.

Nel mese di novembre di due anni dopo è eletto arcivescovo di Milan e deve quindi abbandonare la Segreteria di Stato Vaticano. In qualità di arcivescovo di Milano, riesce ad avviare una politica di dialogo con le varie componenti sociali dell’area milanese e, attraverso la creazione delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, riesce a riprendere il dialogo con i lavoratori meneghini.

Nel 1958 il nuovo papa Giovanni XXIII lo ordina cardinale e, nel corso del breve pontificato del primo, presiede i lavori del Concilio Vaticano II che però viene interrotto nel 1963 a causa della morte del papa.

Dopo la morte di Giovanni XXIII viene indetta una breve consultazione e Montini viene eletto nuovo papa con grandi consensi il 21 giugno 1958. Montini assume il nome di Paolo VI.

L’anno successivo decide di vendere la tiara papale con l’obiettivo di fare del bene al prossimo con i fondi ricavati. Questa viene acquistata dall’arcivescovo di New York, Spellman.

Uomo di indole molto mite, papa Paolo VI riesce a condurre gli affari religiosi e sociali con caparbietà, riprendendo i lavori del Concilio Vaticano II che si erano interrotti poco prima, in seguito alla morte del suo predecessore. Nel corso dei lavori si apre alla modernizzazione del mondo cattolico, intraprendendo la via del dialogo e della pace con i Paesi del Terzo mondo, ma rimanendo fedele ad alcuni principi della religione cattolica.

Un anno dopo la sua elezione parte per un viaggio in Terra Santa, mostrando una grande apertura nei confronti anche del Patriarcato cristiano ortodosso di Costantinopoli, testimoniato dall’abbraccio tra lui e il patriarca Atenagora.

Il 14 settembre 1965 convoca il Sinodo dei vescovi per cercare di smorzare la tensione con la collegialità episcopale. Il mese successivo dello stesso anno effettua un viaggio negli Stati Uniti, facendo un discorso presso la sede delle Nazioni Unite a New York. Nello stesso anno si concludono i lavori del Concilio Vaticano II, ma la situazione sociale nel Paese diventa complicata, poiché si diffondono gli ideali politici marxisti e quelli laici, che attaccano la Chiesa cattolica. L’anno seguente abolisce “L’indice dei libri proibiti” e nel 1968 istituisce La Giornata Mondiale per la pace, che sarà celebrata a partire dall’anno successivo.

In questo periodo scrive l’enciclica “Sacerdotalis Caelibatus”, in cui affronta il tema del celibato sacerdotale, tenendosi fedele alle disposizioni del Concilio di Trento. L’anno dopo celebra la messa di Natale nelle acciaierie dell’Italsider, a Taranto, con l’obiettivo di continuare il dialogo con le forze lavoratrici italiane. Tra le sue encicliche note in questi anni si ricordano “Populorum progressio” avente l’obiettivo di aiutare ulteriormente i Paesi del Terzo mondo, e la criticata “Humanae vitae”, in cui si ribadisce che la procreazione deve essere finalizzata esclusivamente all’interno del contesto matrimoniale.

Nel corso del suo pontificato svolge numerosi viaggi: si reca in pellegrinaggio in Portogallo, nel santuario di Fatima, in India, a Istanbul, Efeso e Smirne in occasione di un viaggio apostolico, a Bogotà, a Ginevra in occasione del cinquantesimo anniversario dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, si reca in pellegrinaggio in Uganda, in Asia Orientale, Oceania e Australia. Inoltre si reca a Pisa per il Congresso Eucaristico Nazionale e va in pellegrinaggio a Cagliari presso il Santuario Mariano di Nostra Signora di Bonaria.

Nel biennio 1974-1975 inaugura l’Anno Santo e durante l’apertura della porta santa dei calcinacci dopo essersi staccati cadono sul papa. L’episodio viene trasmesso in diretta televisiva. Due anni dopo fa la sua ultima visita fuori dal territorio romano quando visita Pescara durante il Congresso Eucaristico Nazionale.

Il 16 marzo 1978 viene rapito il Presidente del Consiglio italiano Aldo Moro per mano delle Brigate Rosse; in quest’occasione papa Paolo VI, il 21 aprile dello stesso anno, fa pubblicare a tutti i quotidiani italiani una lettera, in cui chiede con grande umiltà ai rapitori di liberare il politico della Democrazia Cristiana. Purtroppo l’auto di Aldo Moro viene ritrovata il 9 maggio di quell’anno in Via Caetani a Roma, con all’interno il corpo del politico, che in vita è stato un grande amico del papa. Destando anche delle critiche il papa partecipa ai funerali di Stato di Aldo Moro.

Papa Paolo VI muore il 6 agosto 1978 nella residenza di Castel Gandolfo, colpito nel corso della notte da un edema polmonare.

Viene beatificato da Papa Francesco nella giornata di domenica 19 ottobre 2014.

Fonte: Sito biografieonline


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